Cucina persiana
Quando per motivi di lavoro conosco una nuova persona, la prima impressione è quella che conta! Simpatia, professionalità, determinazione, ecco le cose che mi hanno colpito subito di Anahita Tcheraghali, nuovo “acquisto” nell’ampia scuderia di Chef per caso, e lavorare quindi diverta divertimento!
Anahita è di origine iraniana e figlia d’arte, la madre aprì a Genova uno dei primi ristoranti persiani circa trent’anni fa: il ristorante “Khayaam” famoso per la sua attenzione nel coniugare cibo e cultura.
Anahita è insegnante di danza, chef e promotrice dell’incontro tra la cultura europea e la cultura mediorientale. Collabora con il Suq per il quale ha organizzato diverse serate a tema mettendo insieme danze, musica e cucina.
Con questo bagaglio culturale Anahita ha reso questa lezione interessante e indimenticabile per Enrico, Chiara, Elisabetta, Cristina, Simona, Marta, Francesca, Paolo e Francesca, alternando notizie sul suo meraviglioso paese a curiosità sulla ricca cucina persiana.
Il programma della serata prevedeva un menù molto vario: Mirza ghasemi, crema di melanzane affumicate con pomodoro e uova, adatta a condire il riso o ad accompagnare il pane; Mast a khiar,simile allo tzatziki greco ma con l’aggiunta di noci e uvetta; questi due antipasti sono stati accompagnati dal chapati, pane tipico della cucina indiana ma diffuso in gran parte dell’Asia meridionale, in alcune aree del Medio Oriente; a seguire il Koreshte fesenjoon, stufato Iraniano di petto di pollo in salsa di noci e melassa di melagrana accompagnato da riso basmati allo zafferano; per finire in dolcezza ma non troppo ecco il Fereni, una crema di farina di riso, zucchero, acqua di rose guarnito di pistacchi tritati.
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