Incontro con lo chef: la cucina persiana 2.1
Simpatia, professionalità, determinazione, ecco le cose che mi hanno colpito subito di Anahita Tcheraghali, e lavorare quindi diverta divertimento!
Anahita è di origine iraniana e figlia d’arte, la madre aprì a Genova uno dei primi ristoranti persiani circa trent’anni fa: il ristorante “Khayaam” famoso per la sua attenzione nel coniugare cibo e cultura.
Anahita è insegnante di danza, chef e promotrice dell’incontro tra la cultura europea e la cultura mediorientale. Collabora con il Suq per il quale ha organizzato diverse serate a tema mettendo insieme danze, musica e cucina.
Con questo bagaglio culturale Anahita ha reso questa seconda lezione sulla cucina persiana interessante e indimenticabile per Graziella, Riccardo, Patrizia, Giovanna, Simona e Laura, alternando notizie sul suo meraviglioso paese a curiosità sulla ricca cucina persiana.
Il programma della serata prevedeva un menù molto vario: Borony bodemjoon – salsa di yogurt e melanzane con pane chapati; Gheime bodemjoon – umido di carne, lenticchie e melanzane; chapati, pane tipico della cucina indiana ma diffuso in gran parte dell’Asia meridionale, in alcune aree del Medio Oriente; a seguire il Hawidj polow – riso basmati con pollo, carote e spezie, profumato all’arancia; per finire in dolcezza ecco il Shole’zard – budino di riso con zafferano, mandorle, granella di pistacchio e cannella
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