Incontro con la chef Caterina Petrosino – Menù di Pasquetta partenopeo
Chi dice Pasquetta dice picnic, o scampagnata che dir si voglia. Dopo aver preparato il pranzo di Pasqua, è piacevole stare all’aria aperta, rilassarsi, godersi la giornata con piatti sfiziosi e stuzzicanti.
Chef Caterina Petrosino, di origine campana, ha selezionato le migliori ricette per la Pasquetta di tradizione partenopea, da preparare per il tuo menù. Spesso sono piatti di recupero, avanzi della Pasqua riutilizzati in maniera creativa ed economica, ma non solo: in alcuni casi ci sono delle pietanze tradizionali pensate appositamente per la scampagnata.
Caterina, è una gran bella persona, che ha saputo conquistare le simpatie dei partecipanti… non solo per la sua spontaneità e simpatia ma soprattutto per la sua bravura nel trasmettere le sue conoscenze riguardanti il cibo a 360 gradi!
In questa lezione sotto la sua attenta guida, Paola, Roberta, Graziella, Katia, Gianna e Simona hanno imparato a realizzare: il goloso Casatiello, considerato uno dei simboli della cucina partenopea, si pensa che il suo nome derivi dal cacio, o caso, che è presente nell’impasto. È un lievitato a forma di ciambella, goloso e ricco di salumi e formaggi, decorato con uova crude e abbellito con dei ritagli di impasto; l’originale Pizza di scarola, uno dei piatti tipici della tradizione gastronomica partenopea, una variante della pizza che si prepara con la scarola stufata, uva passa, pinoli, olio extravergine, acciughe e pochi altri ingredienti. Un vero pezzo forte della cucina napoletana, molto apprezzato ormai ovunque.
Hanno proseguito con la Pastiera napoletana, durante il periodo pasquale, in particolare il giovedì Santo, nelle cucine partenopee si assiste alla tradizionale preparazione della pastiera napoletana. Un vero e proprio rito, fatto di gesti e segreti che si tramandano di generazione in generazione. Ogni famiglia custodisce il proprio modo per preparare la frolla perfetta, per aromatizzare il ripieno al grano e ricotta (tutta pecora o metà vaccina), per lo spessore e per le sette delle strisce che sono un’usanza e non una regola. Per finire la Pastiera di riso, una golosa variante della pastiera napoletana, che anticamente veniva preparato con il riso rotto, che altrimente sarebbe stato scartato, una cucina di recupero.
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